MONDRAGONE – Sono passati tre giorni dalla aritmetica promozione del club granata nel secondo campionato regionale ovvero la Promozione. C’è entusiasmo per un obiettivo inseguito da una intera stagione. A pochi giorni dalla vittoria, il ds Mario Pagliuca ha commentato cosi questo importante traguardo che tutta una città e la tifoseria aspettava ovvero il ritorno nel calcio che conta del club domitiano.
“Inizio con i ringraziamenti ad Alfredo Campoli e la sua famiglia che dal primo giorno hanno creduto in me e si dono messo anima e corpo ampliando il progetto e investendo per la società e per Mondragone. Quello prefissato e riuscito ed oggi è una bella realtà calcistica. Ai ragazzi vanno I complimenti per l’impegno e i sacrifici svolti con numeri eccellenti. Lo staff tecnico composto da Di giulio e Davide Migliore hanno dimostrato attaccamento alla maglia e professionalità. Mister Gaetano Fasano come avevo previsto e riuscito nell’intendo con abnegazione competenza e serietà portando a termine un vero capolavoro. A Marianna Campoli che ha creato una scuola calcio che cresce ogni giorno di più e che sicuramente il futuro sarà sempre più roseo. Ho lavorato con amore e passione perché amo i miei colori e la mia città. Per me è un traguardo indescrivibile una gioia immensa e spero anche nella vittoria della coppa. Insieme ad Alfredo Campoli in due anni abbiamo provato tante emozioni. Il presidente pubblicamente ci ha riconfermati e ne sono fiero ed onorato ma al momento bisogna pensare alla finale di Coppa Italia per poi sederci e chiarire dei punti fondamentali per capire se continuare o meno perché il calcio è fatto di programmazione e rispetto dei ruoli nel momento in cui riusciamo a trovare gli accordi si può programmare il futuro se così non fosse con eleganza trasparenza e stima ognuno può intraprendere il proprio percorso. Voglio precisare che il sottoscritto non ha contattato né allenatori né giocatori per l’anno prossimo se è stato fatto da altri quello non sono io perché a mio avviso se continuo in questa veste e in questa società si riparte dell’allenatore ascoltando le sue richiesta per restare e dai riconfermati in rosa per poi pensare ad altro. Sono un sognatore e chi sogna, non ha mai paura di nulla”.