Domenica la Paperdì Caserta sarà di scena a Rieti dove incontrerà da avversario Ciccio Ponticiello. “Impossibile non avere nostalgia dell’esperienza casertana – dice il tecnico in una intervista al Mattino – che resta indissolubilmente legata a Ornella Maggiò e Luciano Orabona, persone che, purtroppo, ci hanno lasciato troppo presto e con cui avevo un rapporto di amicizia oltre che professionale. La quotidianità avuta in quegli anni con tante persone, a prescindere dai ruoli, raramente mi è capitato di sperimentarla a questi livelli di profondità. Ancora oggi sono in contatto con casertani conosciuti allora, come Maurizio, Carlo, Leppo, Dario e colpevolmente ne dimentico tanti altri. Impossibile poi non citare Ciro Vitalone e Carlo Giannoni e non conservare uno splendido ricordo di quel biennio”. Poi torna sul presente: “L’esclusione di Chieti trasforma questo finale in una sorta di preparazione al post season. Rieti non vince da dicembre e il primo obiettivo è riassaporare il successo. Sia noi che Caserta giochiamo meglio a ritmi alti e, nel nostro caso, per motivi emotivi oltre che tecnici. La difesa è stata dal mio ritorno di gennaio l’ingrediente principale per riacquisire consistenza e struttura, riuscendo a migliorarla solo per frangenti di partita. Se vogliamo vincere sarà indispensabile renderla efficace per 40′. In una stagione con un numero infinito di partite e inevitabili alti e bassi, credo che la Juvecaserta abbia disputato sin qui una buona stagione. A fine ottobre, quando venni esonerato, Caserta aveva 2 punti in meno di noi, ora ne ha 18 in più. Questo dice chiaramente quanto bene abbiano fatto da quel momento in avanti D’Argenzio e soci. Caserta dispone di una maggiore profondità d’organico rispetto a noi, pertanto è difficile dire chi possa incidere di più. Dipenderà molto da quali chiavi tattiche voglia cavalcare. Il trio Laganà, Ricci, D’Argenzio, al di là degli aspetti tecnico-tattici o realizzativi, rappresenta il punto di riferimento primario dei casertani. Per ciò che ci riguarda, provenendo da una lunghissima fase di emergenza fisica e ristrutturazione del roster, più che la ricerca del go to guy, dobbiamo ricercare la distribuzione delle responsabilità e l’equilibrio”.